Prezzi delle case: in calo ma gli operatori sono ottimisti

Prezzi delle case in calo ma gli operatori sono ottimisti
Prezzi delle case
Sembrano meno pessimisti gli operatori del settore nonostante i prezzi delle case siano ancora in calo. Il sondaggio di Bankitalia.

Gli agenti immobiliari segnalano un calo nei prezzi delle case ma, nonostante tutto, sono ottimisti sul futuro prossimno del mercato immobiliare. Bankitalia, insieme a Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate, ha effettuato un sondaggio relativo al terzo trimestre dell’anno in corso che segnala il calo dei prezzi delle case pur sottolineando “una riduzione del divario tra prezzi di domanda e di offerta”.

Nel sondaggio congiuntulare sul mercato immobiliare italiano, si legge un risultato negativo pari al 65,3 per cento (nella precedente indagine di luglio era di 66,4 per cento sempre in negativo), cifre che sono il risultato di diverse componenti, come specifica Bankitalia: “nelle aree urbane e in quelle metropolitane il saldo si ridimensiona significativamente a –65,2 per cento e -61,7 per cento (da -70,6 per cento e -70,9 per cento), mentre nelle aree non urbane e non metropolitane aumenta lievemente”. Anche le quote relative ai giudizi di stabilità dei prezzi si confermano invariate dalla precedente rilevazione.

Ed è ancora il sondaggio relativo ai prezzi delle case che rivela una discesa della quota di vendite che è scesa a -64,4 per cento di agenti immobiliari che hanno venduto almeno un’abitazione nel corso del terzo trimestre. Un risultato, comunque, confortante considerato che è migliore se comparato a quello di pari periodo del 2013. Bankitalia sottolinea che il risultato “risente della stagionalità particolarmente accentuata del trimestre estivo, è migliore di quello riscontrato nello stesso periodo del 2013 (59,8 per cento)”.

Per quanto riguarda gli incarichi di vendita, il saldo fra le risposte di aumento e di diminuzione delle giacenze di incarichi è rimasto stabile, mentre quello sui nuovi mandati è lievemente aumentato. La causa principale “rimane il divario tra prezzi di domanda e di offerta”, alcuni esperti del settore, però, ritengono che la motivazione sia tutta nella difficoltà di ottenere un mutuo. Rimane pressochè invariato il tempo di vendita che decorre dall’affidamento del mandato, si è mantenuto intorno ai nove mesi.

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