Fondo di garanzia prima casa: qualche chiarimento per poter accedere

Fondo di garanzia prima casa qualche chiarimento per poter accedere
Fondo di garanzia prima casa
Dalla fine di dicembre si potranno presentare le domande per poter accedere al Fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa, ristrutturazione e interventi per la riqualificazione energetica come previsto dalla Legge di Stabilità 2014.

Si parla molto di Fondo di Garanzia prima casa ma occorrono dei chiarimenti per essere a conoscenza dei modi e tempi nei quali si potrà accedere al mutuo ipotecario garantito dallo Stato. Lo scorso mese di settembre, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Mef che disciplina il Fondo di Garanzia prima casa.

Il Fondo di Garanzia prima casa è stato previsto dalla Legge di Stabilità per il 2014, sostituendo a tutti gli effetti il precedente approvato nel 2008. Lo scopo dell’iniziativa è garantire il 50 per cento della quota capitale dei mutui che, va precisato, non devono superare la somma di 250 mila euro, che saranno utilizzati per l’acquisto della prima casa, per la ristrutturazione o per interventi di riqualificazione energetica di immobili non di lusso, adibiti esclusivamente ad abitazione principale del richiedente il mutuo.

Inizialmente, il Fondo di Garanzia prima casa prevedeva un ammontare complessivo di 600 mila euro, con la nuova Legge di Stabilità, si è arrivati a 650mila. É già online il modulo messo a disposizione dai siti dell’Associazione Bancaria Italiana e dalla Consap (Concessionaria dei servizi assicurativi pubblici) e, una volta compilato, potrà essere presentato direttamente agli istituti di credito o intermediari finanziari aderenti all’iniziativa.

L’ultima precisazione a proposito della possibilità di accesso al Fondo di Garanzia prima casa. Le domande potranno essere presentate a partire dalla fine di dicembre, ma non tutti avranno libero accesso alla richiesta di mutuo garantito, alcune categorie più deboli seguiranno una corsia preferenziale, vediamo quali:

  • giovani coppie, in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato i trentacinque anni;
  • nuclei familiari monogenitoriali con figli minori;
  • giovani di età inferiore ai trentacinque anni titolari di un rapporto di lavoro atipico;
  • conduttori di alloggi di proprietà degli IACP
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