Sospensione mutui: verso l’accordo per aiutare famiglie e imprese

Sospensione mutui: verso l'accordo per aiutare famiglie e imprese
Sospensione mutui
Una misura che regalerebbe una boccata d’ossigeno agli italiani. Verso l’accordo Abi e Associasioni dei Consumatori.

Un aiuto concreto potrebbe arrivare con la sospensione mutui proposta da un emendamento alla Legge di Stabilità. La Commissione Bilancio della Camera sta, infatti, vagliando la nuova misura che darebbe una boccata di ossigeno alle famiglie italiane sempre più attanagliate dalla crisi che è ancora lontana da una soluzione.

Ad essere in affanno sono anche le tante aziende oppresse da tasse e rate che rendono ancor più difficile sopravvivere in questi tempi di difficile congiuntura economica. La buona notizia è che un nuovo accordo fra banche ed associazioni potrebbe dare il via alla sospensione mutui per quanto riguarda il pagamento della quota capitale delle rate nei tre anni che vanno dal 2015 al 2017.

Va comunque precisato che le interessanti prospettive per famiglie ed imprese italiane che hanno contratto mutui o finanziamenti, continuerebbero a versare agli istituti di credito gli interessi, la sospensione mutui riguarda esclusivamente la quota capitale delle rate. L’obiettivo è quello di generare liquidità e far ripartire l’economia.

La Legge di Stabilità ha confermato il rifanziamento del Fondo di Solidarietà approvato dal DL del 2013 pari a 40 milioni di euro ripartiti nel biennio 2014/2015, dando la possibilità alle famiglie italiane di sospensione mutui in caso di difficoltà. L’Abi ha più volte sottolineato l’importanta dell’iniziativa, unica al mondo, raggiunta in accordo fra istituzioni e associazioni.

I dati relativi alla sospensione mutui raccontano che nel periodo che va da maggio 2013 agli inizi di gennaio dell’anno in corso, le famiglie che sono ricorse alla sospensione delle rate per 18 mesi sono 10.350 pari a 988,5 milioni di euro di debito residuo. Il Fondo di Solidarietà per l’acquisto della prima casa ha agevolato 100mila famiglie (per un equivalente di quasi 11 miliardi di debito residuo) che hanno potuto sospendere per un massimo di 18 mesi il pagamento delle rate dei mutui a causa di perdita del posto lavoro, decesso o grave infortunio del mutuatario.

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