Rischio idrogeologico: obiettivi emergenze alluvionali

Rischio idrogeologico, obiettivi emergenze alluvionalii
Rischio idrogeologico, obiettivi emergenze alluvionali

Obiettivi mirati per affrontare le conseguenze delle emergenze alluvionali, individuati dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri durante la seconda riunione del Tavolo di Lavoro che si occupa del “Rischio idrogeologico”.

Secondo il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e il CSLLPP (Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), per prevenire il rischio idrogeologico è opportuno che sia il progetto al centro delle varie procedure mirate allo scopo. Oltre all’opportunità di conferire ad organismi esterni competenti le attività di progettazione, il codice di comportamento per il buon utilizzo del territorio, la valutazione per le Stazioni Uniche Appaltanti nella fase di ideazione degli interventi.

Questi gli obiettivi con i quali vanno affrontate le conseguenze delle emergenze alluvionali, individuati dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri durante la seconda riunione del Tavolo di Lavoro che si occupa del Rischio idrogeologico.

Il dissesto idrogeologico, quindi, rientra negli interventi prioritari  per affrontare il rischio idrogeologico. La cattiva programmazione e la bassa qualità degli interventi garantiti finora non hanno consentito di curare il territorio in modo adeguato alla necessità di sicurezza della popolazione, in particolare durante i periodi di precipitazioni più intense.

Il rischio idrogeologico va affrontato mediante quattro linee di sviluppo: 1)la definizione di buone pratiche per la realizzazione di opere a salvaguardia del dissesto; 2)la definizione di procedure semplificate per il conferimento di incarichi di progettazione a normativa invariata; 3)la definizione di un codice di comportamento teso al buon utilizzo del territorio; 4la definizione di una griglia di valutazione da offrire alle Stazioni Uniche Appaltanti per la fase di progettazione degli interventi, come ha spiegato il Presidente Zambrano a Massimo Sessa, Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e componente della Cabina di Regia della Struttura di Missione di contrasto al Rischio idrogeologico.

Così spiega Armando Zambrano, Presidente del Cni e Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche: “Con il Presidente Sessa abbiamo condiviso la necessità di tenere nella giusta considerazione la questione legata alla fase di progettazione delle opere, per ridurre i danni provocati dal dissesto idrogeologico. Non solo, poiché “questa fase va curata con particolare riguardo” le categorie tecniche ritengono “determinante il contributo dei professionisti esterni all’elaborazione dei progetti”.

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