Valore degli immobili: case italiane sempre più vecchie e dispendiose

Valore degli immobili case italiane sempre più vecchie e dispendiose
Valore degli immobili
Sono più di 11 milioni gli immobili in Italia che hanno più di quarant’anni, ormai obsoleti, sono obsoleti , dispendiosi e necessita di molti interventi di manutenzione.

L’Italia invecchia, le case italiane anche ed il valore degli immobili, inevitabilmente, diminuisce. La popolazione del Bel Paese è una delle più anziane al mondo e con essa, anche le case dimostrano cenni di cedimento. Basti pensare che il 36,6 per cento delle abitazioni, che corrisponde a 11,6 milioni di unità immobiliari, supera la veneranda età di quarant’anni, in alcune città, addirittura, la percentuale sfiora il 42 per cento.

Un’indagine effettuata dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it, rivela che è sempre più alto il numero di abitazioni che necessitano di interventi di manutenzione. Correva l’anno 1977 quando entrarono in vigore le prime leggi riguardanti l’efficienza energetica, negli anni precedenti, però, furono costruiti oltre 18 milioni di edifici su tutto il territorio nazionale che non furono progettati a norma di quella legge approvata successivamente.

Il valore degli immobili, dunque, è fortemente danneggiato dall’età avanzata che presentano una dispersione energetica considerevole. Mediamente, un immobile che supera i 30 anni consuma annualmente dai 180 ai 200 Kwh/mq a fronte dei consumi di una nuova abitazione in classe B che attestano fra i 30 e i 40 Kwh/mq all’anno.

Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it, sottolinea l’importanza di intervenire urgentemente: “È ora di riqualificare il nostro patrimonio immobiliare e per farlo bisogna limitare la costruzione di nuove abitazioni, puntando alla manutenzione di quelle già esistenti e invecchiate. In questo modo, si ridurranno il consumo del suolo, il fabbisogno energetico globale e la necessità di infrastrutture per la mobilità. Reinvestire sui quartieri obsoleti delle nostre città, infine, può rivelarsi la risposta migliore alla nuova domanda abitativa”.

La percentuale più alta di abitazioni costruite prima del 1970 si riscontra in Basilicata con il 39,3 per cento. In Sicilia, Campania e Abruzzo si trovano abitazioni che superano i 40 anni di età sul totale, seguono Marche e Calabria. Va meglio, invece in Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige che si vantano della percentuale più bassa di immobili datati, rispettivamente il 31,2 e il 31,3 per cento del totale.

L’analisi ha riguardato anche le città italiane. Il primato di case costruite più di 40 anni fa spetta a Potenza con il 42 per cento seguita da Palermo dove l’incidenza risulta al 41,3 per cento. Rimini si ferma al 32,2 per cento. A Roma il livello sale al 38,3 per cento, va leggermente meglio a Milano che si ferma 33,5 per cento del totale.

Interventi di ristrutturazione consentirebbe una forte crescita del valore degli immobili ultraquarantenni che non ristrutturati, hanno un prezzo nettamente inferiore del 25 per cento rispetto alle costruzioni successive al 2000. Un deprezzamento sostanzioso si verifica a Trieste e Torino dove le abitazione ultraquarantenni non ristrutturate costano il 30 per cento in meno degli immobili di nuova costruzione.

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