Affitto transitorio contro l’emergenza abitativa: progetto “Pronto Casa”

Affitto transitorio contro l'emergenza abitativa
Affitto transitorio contro l’emergenza abitativa

Confedilizia, la Confederazione della proprietà immobiliare, propone un’alternativa all’emergenza abitativa: si tratta di un modello di locazione con durata e canone flessibili. Uno strumento per l’affitto transitorio intermediato dal Comune.

Così il presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani: “Il progetto fa leva sulla normativa della legge 431/’98 e su un contratto tipo di locazione predisposto dalla Confedilizia che i Comuni possono utilizzare per acquisire in locazione da privati unità immobiliari da assegnare poi (con procedure amministrative o di diritto civile a loro scelta) a nuclei familiari che necessitano di un alloggio”.

Il contenuto dei contratti stipulati con la formula dell’affitto transitorio si può adattare a tutti i vari aspetti e alle diverse esigenze, sia per la durata che per il canone. Contrariamente ai contratti di affitto oggi in vigore, che hanno invece una durata fissa imposta per legge di 4 anni con rinnovo per il contratto a canone libero o 3 anni più rinnovo di due per i contratti con canone concordato.

In quanto agli oneri accessori, il contratto tipo predisposto dalla Confedilizia per l’affitto transitorio prevede l’applicazione della Tabella oneri accessori allegata al D.M. 30.12.2002.

Il progetto “Pronto Casa” è caratterizzato da una piena flessibilità contrattuale e da una modalità di applicazione e di tempistica molto semplice. E inoltre, come abbiamo precisato, è in perfetta sintonia con la normativa in vigore sulle locazioni. il contratto di locazione con affitto provvisorio è una soluzione ottimale in momenti di grave disagio economico.

Il contratto di locazione con affitto transitorio è caratterizzato anche da una piena trasparenza. E inoltre il progetto “Pronto Casa” potrebbe consentire ai Comuni risparmi fino al 50/60 per cento della loro attuale spesa considerato che in molti casi i Comuni sono costretti a ricorrere a strutture alberghiere per ospitare famiglie in difficoltà.

Così Fogliani: “È auspicabile che i Prefetti interessati all’emergenza abitativa locale vogliano anche controllare quanti comuni utilizzano o utilizzeranno questa semplice possibilità anti-emergenza”.

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