Tetti verdi sulle case: città green con l’ecobonus del 65%

Tetti verdi sulle case
Tetti verdi sulle case

Tetti verdi sulle case con accesso all’ecobonus del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici. Via alle coperture di amianto o di asfalto per far posto a meravigliosi giardini pensili.

Oggi  è  possibile grazie all’ecobonus del 65% per la riqualificazione energetica, che sta per essere prorogato con la legge di stabilità fino al 31 dicembre 2015. Così sembra, tranne imprevisti.

I tetti verdi apportano molti benefici all’ambiente, oltre che in senso estetico, naturalmente, soprattutto in termini di isolamento termoacustico naturale. Infatti, contribuiscono notevolmente all’isolamento termico e assorbono i rumori e, quindi,  hanno una duplice funzione: aumentano l’estetica degli edifici e la qualità della vita di chi li abita.

Questo duplice vantaggio dei tetti verdi ha sensibilizzato l’attenzione degli addetti ai lavori in edilizia: il ricorso ai tetti verdi inizia ad essere inserito anche nei regolamenti edilizi comunali. Secondo l’ultimo Rapporto Onre promosso da Cresme e Legambiente, già 328 gli enti locali incentivano i giardini pensili sulle nuove edificazioni

Il Comitato per il verde pubblico del ministero dell’Ambiente, con la delibera del 14 aprile scorso (protocollo 10017 del 13 maggio 2014), ha esteso le detrazioni fiscali del 65% per la riqualificazione energetica agli interventi di trasformazione del lastrico solare o dei tetti condominiali in giardini pensili.

Il Comitato, per questo, fa riferimento alla circolare del 18 settembre 2013 n. 29/E dell’Agenzia delle Entrate che così precisa: “qualsiasi intervento, o insieme sistematico di interventi, che incida sulla prestazione energetica dell’edificio, realizzando la maggior efficienza energetica richiesta dalla normativa di riferimento, è ammessa al beneficio fiscale”.

L’ecobonus per i tetti verdi, infatti, è escluso per interventi giustificati da motivazioni estetiche o paesaggistiche ed è valido per interventi finalizzati al risparmio energetico. Infatti, è riconosciuto a determinate condizioni verificate e introdotte solo da un tecnico abilitato fin dal progetto iniziale.

Il ministero dello Sviluppo economico, con il Dm 26 giugno 2009 sulle linee guida per la certificazione energetica degli edifici, fa riferimento esplicito alla norma Uni 11235, emanata nel maggio 2007, che detta le istruzioni per la progettazione, l’esecuzione, il controllo e la manutenzione.

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