Centri commerciali Milano: aperture in calo ma boom nel centro storico

Centri commerciali Milano aperture in calo ma è boom nel centro storico
Centri commerciali

Calano i consumi e diminuisco le aperture di nuovi centri commerciali. Colpa della crisi o carenza di nuove idee e paura di rinnovarsi? Intanto, questa nicchia importante del mercato immobiliare è stagnante.

La crisi si riflette anche sulle aperture dei centri commerciali che sono fortemente in calo. Il crollo dei consumi è accertato ma è anche vero che in Italia facciamo fatica ad adeguarci alle tendenze internazionali che riescono a coniugare lo shopping e l’intrattenimento.

Esattamente si chiama “entertaining experience” e, letteralmente, significa esperienza divertente che, tradotto in termini pratici, è l’idea di offrire al consumatore non solo la possibilità di visitare i negozi dove acquistare ma anche grandi spazi dove trascorrere il tempo libero, anche per i bambini, in primis luoghi di ristorazione, dal semplice fast food al ristorante vero e proprio. Un modo come un altro per rilanciare questa nicchia del mercato immobiliare in tutta la sua importanza, per il risvolto economico nell’ambito dell’economia in generale.

All’estero, circa il 20 per cento dei centri commerciali offre vari servizi, in Italia si ferma a circa l’8 per cento. I risultati emergono da una ricerca effettuata dalla Reno (società di consulenza) per Confimprese che è stata presentata nel corso del meeting “Focus sui centri commerciali e survey sul centro storico di Milano”.

I risultati sono, in effetti, allarmanti. Lo scorso anno sono stati aperti solo otto centri commerciali, ancora meno quest’anno (solo sei) contro le 18 aperture del 2012. Anche se sono lontanissimi i tempi d’oro in cui si aprirono (biennio 2005-2006) ben 16 centri commerciali che arrivarono a 58 l’anno successivo, le previsioni sono confortanti, si parla di 16 aperture per il 2015 e 18 per l’anno successivo.

I migliori centri commerciali italiani hanno sede a Roma (Porta di Roma) e Firenze (I Gigli) con 18 milioni di visitatori. Cifre molto lontane da quelle di Milano che per il Carosello di Carugate e Fiordaliso di Rozzano, hanno solo 9 milioni di visitatori all’anno.

Ci sono, però, progetti ambiziosi per smuovere la fase calante dei centri commerciali, una nicchia del mercato immobiliare che vale la pena sviluppare . Il primo riguarda l’apertura di Westfield Milan a Segrate, 60mila ettari, centro polifunzionale con l’ambizione di essere il più grande d’Europa, dove, per la prima volta in Italia, comparirà anche Galeries Lafayette. Il secondo è un maxi centro di Arese per il quale saranno investiti 700 milioni di euro su un’area di 1,6 milioni di mq.

Dallo studio emerge che il forte calo dei centri commerciali viene compensato dal boom di offerte in pieno centro a Milano. Si parla di locali a forte tendenza turistica. Il centro storico per eccellenza è la zona Duomo, in pole position via Torino (tratto Via Orefici-piazza San Giorgio), che offre 120 punti di vendita e diventato il punto di riferimento del week end di shopping dei milanesi, quando corso Vittorio Emanuele (20 milioni di passaggi all’anno) è oggettivamente inaccessibile.

Ben venga, dunque, anche in Italia, l”entertaining experience”: potrebbe essere una sinergia a 360° per la ripresa di un segmento del mercato immobiliare fortemente penalizzato dalla crisi in atto: una strategia vincente nel mare magnum dei tanti tentativi.forse troppo ambiziosi, certamente poco chiari e molto ambigui.

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