Cedolare secca sugli affitti: dubbi e chiarimenti

Cedolare secca sugli affitti
Cedolare secca sugli affitti

Cos’è la cedolare secca? La cedolare secca sugli affitti è un’imposizione fiscale sui redditi da locazione, più propriamente un’opzione che consente al proprietario dell’immobile di risparmiare sulle imposte dovute.

La cedolare secca non è obbligatoria, ma facoltativa ed è sostitutiva dell’imposta Irpef e delle addizionali regionali e comunali per la parte derivante dal reddito da locazione, non però per altri redditi. La cedolare secca riguarda solo il proprietario, non l’inquilino, il quale può solo beneficiare del risparmio sull’aggiornamento Istat del canone di locazione.

Con la cedolare secca, il proprietario dell’immobile concesso in affitto per uso abitativo, oltre a risparmiare sull’imposta sul reddito per le persone fisiche (Irpef), non paga l’importa di registro e l’imposta di bollo dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. Da ricordare, però, che la cedolare secca non sostituisce l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione.

La cedolare secca riguarda solo le locazioni per uso abitativo, non gli immobili locati per l’esercizio di attività d’impresa o di lavoro autonomo o per gli immobili affittati ai professionisti, alle attività commerciali, uffici o negozi.

Con la cedolare secca, quindi, il proprietario dell’immobile dato in affitto per uso abitativo consegue dei vantaggi economici, ma non può richiedere l’aggiornamento Istat del canone di locazione per tutta la durata dell’opzione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente. Questo, però, torna a vantaggio dell’inquilino.

La cedolare secca, imposta sostitutiva dell’Irpef, è comunque un vero vantaggio per il proprietario dell’immobile da dare in affitto, ma  dipende anche dal tipo di canone di locazione annuo, che può essere canone concordato o a canone libero.

Il canone libero è il canone stabilito dalle parti, dal proprietario e dall’inquilino, in base al mercato degli affitti, il canone concordato è quello determinato secondo accordi definiti fra le organizzazioni della proprietà edilizia e le organizzazioni degli inquilini maggiormente rappresentative a livello nazionale. Per i canoni di locazione stabiliti tra le parti c’è anche il diritto all’aggiornamento Istat del canone da parte del proprietari.

Comunque, sia canone libero che concordato, è possibile optare per la cedolare secca, ma con una diversa aliquota. Per i contratti di locazione a canone concordato la cedolare secca è stata ridotta dal 15 al 10% in seguito all’intervento di Renzi.

Seguono altri chiarimenti sul tema.

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