Cedolare secca sugli affitti a canone concordato: ridotta al 10% dal 2014

Cedolare secca sugli affitti a canone concordato
Cedolare secca sugli affitti a canone concordato

Con il Decreto sul Piano Casa il Governo Renzi ha ridotto l’aliquota della cedolare secca dal 15 al 10% per i contratti di locazione a canone concordato nei Comuni con carenze di disponibilità abitative e ad alta tensione abitativa.

La cedolare secca al 10% vale per i contratti a canone concordato agevolati con la formula “tre anni più due”, stipulabili solo nei Comuni ad alta tensione abitativa oppure nei Comuni con carenze di disponibilità abitativa che devono rispettare gli accordi territoriali tra i sindacati degli inquilini e le associazioni della proprietà.

Se il canone concordato è già in corso, il proprietario può optare per la cedolare secca al 10% entro il termine per il pagamento dell’imposta di registro annuale. Pertanto, deve inviare una raccomandata all’inquilino nella quale comunica che si rinuncia all’aggiornamento Istat e il nuovo RLI all’Agenzia delle Entrate.

Se la cedolare secca è già attivata per un canone di locazione concordato, il proprietario può fruire della riduzione dal 15% al 10% disposta dal Decreto Legge n. 47 del 2014.

Per gli affitti maturati dal 1° gennaio 2014 lo sconto per la cedolare secca scatta automaticamente.

Chi ha già in corso un contratto a canone concordato agevolato ottiene un risparmio del 5%, grazie alla riduzione della cedolare secca dal 15 al 10%, e potrà fruire dell’agevolazione fiscale in sede di dichiarazione dei redditi, modello 730 2014 o Unico 2014 PF.

Potranno fruire del risparmio del 5% sulla cedolare secca anche coloro che stanno per stipulare un nuovo contratto di locazione con canone concordato e per il rinnovo del canone concordato.

Nel caso di un contratto di locazione a canone libero, senza cedolare secca e quindi con pagamento Irpef in maniera ordinaria, per accedere alla cedolare secca del 10% (che comunque è sempre a discrezione del locatore) e passare quindi al canone concordato,  il proprietario  deve dare una disdetta anticipata del contratto con l’inquilino e stipulare un nuovo contratto. Questa operazione prevede un accordo con l’inquilino per la risoluzione anticipata. L’inquilino, a sua volta, dovrà accettare il canone concordato con la formula “3+2”, rispetto alla formula “4+4”.

In questo caso, l’inquilino potrà beneficiare della rinuncia all’aggiornamento Istat del canone di locazione, prevista in caso di opzione per la cedolare secca, mentre il proprietario locatore, dopo l’accordo, deve provvedere a registrare l’opzione per la cedolare secca.

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