Aliquota Tasi per terreni agricoli: chiarimenti last minute

Aliquota Tasi terreni agricoli
Aliquota Tasi per terreni agricoli: chiarimenti last minute

Regole e casi particolari per chi possiede terreni o fabbricati rurali, un impegno economico inferiore e procedure più semplice per la scadenza del 16 ottobre

In questi giorni gli italiani sono alle prese con la TASI, conti complicati che per i possessori di terreni o fabbricati rurali sono meno impegnativi sia dal lato economico che per gli adempimenti burocratici. La TASI per i terreni agricoli è sicuramente meno pesante di quella riguardante qualsiasi altra tipologia di immobile.

Ma attenzione, non tutto è così semplice, anche se, rispetto all’IMU, la TASI è meno presante, bisogna tenere presente che la norma prevede l’esenzione per qualsiasi terreno agricolo ubicato in pianura, collina o montagna a prescindere dall’attività svolta dai proprietari del terreno, ma non si estende a coloro che sono in affitto e che hanno l’obbligo di versarla. Questa è sostanzialmente la differenza fra TASI e IMU.

Per fare un minimo di chiarezza, ecco alcune indicazioni utili per l’aliquota TASI dovuta su terreni agricoli e fabbricati rurali.

Aliquota TASI per fabbricati rurali strumentali
Non può superare il tetto massimo dello 0,1% secondo il comma 678, articolo 1, legge 147/2013, ma il Comune potrà azzerarla. La base imponibile di calcolo è: rendita catastale rivalutata per il moltiplicatore 65 (coefficiente della categoria D10).

Aliquota TASI per fabbricati rurali non strumentali
Se il fabbricato rurale è abitato si paga la TASI con le abituali aliquote applicati per la prima casa o per altri immobili.

Aliquota TASI per terreni agricoli
Non si paga nulla, qualora esista la classificazione agricola, indipendentemente dall’ubicazione o dalla destinazione d’uso.

Aliquota TASI per aree edificabili
Il proprietario del terreno dovrà appartenere alla categoria di coltivatori diretti o agricoltori professionali. Solo in questo caso subentra l’esenzione come accade per l’IMU con riferimento all’articolo 1, comma 669, legge 147/2013 e successive modifiche del Decreto Legge 16/2014. La norma rimanda all’articolo 2, comma 1, Dlgs 504/1992 che regolamenta l’IMU, vale a dire che l’esenzione è limitata alla proprietà di terreni e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti alla previdenza agricola. In conclusione, se il terreno non è agricolo ma di proprietà di un agricoltore professionista, la TASI non si paga, altrimenti, si dovrà procedere al pagamento.

Discorso diverso, invece, se parliamo di terreno affittato ad un agricoltore che è tenuto a versare la quota spettante all’inquilino. La regola è indicata nelle FAQ del Ministero dell’Economia che recita: “la TASI è dovuta perché il terreno resta edificabile”. Dunque, il proprietario calcolerà la TASI e la quota inquilino sarà dal 10 al 30% in base alla delibera comunale. Se quest’ultima non dovesse prevedere nulla, la quota resta fissata al 10%.

Add Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.