Imu-Tasi: una fusione meno costosa?

Imu-Tasi: una fusione meno costosa
Imu-Tasi: una fusione meno costosa

L’interrogativo è d’obbligo, come per tutte le novità in fatto di Imu-Tasi, una fusione prevista nella Legge di Stabilità 2015. Sulla fusione Imu-Tasi è comunque positiva una voce autorevole in materia: la Confedilizia.

L’intenzione del Governo è quella di unificare le due imposte allo scopo di avere un’imposta unitaria sugli immobili. Secondo Confedilizia, quindi, con la fusione Imu-Tasi (attualmente allo studio del Governo) ci dovrebbero meno tasse. Questo in sintesi, ma andiamo al dettaglio.

Sull’Imu-Tasi unificate nel 2015 Confedilizia è quindi favorevole, ma con una parallela riduzione della pressione fiscale sugli immobili.

Per i contribuenti la fusione Imu-Tasi porterebbe ad una semplificazione degli adempimenti burocratici, ma è importante – fa notare Confedilizia – che vengano rivisti anche gli attuali livelli di pressione fiscale sugli immobili, troppo onerosi.

In primis, andrebbero ridotte le rendite catastali. Secondo gli ultimi dati rilevati, l’Italia è il Paese con la maggiore tassazione sugli immobili, con una pressione fiscale al 2,2% del PIL rispetto a una media OCSE dell’1,27%.

Il presidente di Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, presentando lo studio, ha chiesto al Governo “una riduzione delle rendite catastali, secondo i nostri calcoli circa 700-800 milioni. Sarebbe un primo passo per cercare di rimettere un po’ di fiducia nel comparto immobiliare”.

Andiamo alle Tasse Immobiliari

Secondo i dati elaborati per Confedilizia da Francesco Forte (Emerito di Scienza delle finanze all’Università di Roma La Sapienza), nel 2011 la media OCSE di imposte immobiliari dirette e indirette era inferiore di -0,17 punti sul PIL e di -0,18 punti sul reddito disponibile netto rispetto al totale italiano (rispettivamente -0,30 e -0,50 punti guardando la media UE e -0,25 e -0,29 punti guardando quella dell’Eurozona). La Finanziaria Monti 2012 ha poi portato l’Italia a una pressione della tassazione patrimoniale immobiliare del 2,2% sul PIL e del 2,75% sul reddito disponibile contro la media OCSE di 1,27% e 1,59%. La situazione peggiora guardando la media UE dell’1,15% e dell’1,40% e la media dell’Eurozona dell’1,13% e dell’1,40%.

Concludendo, Confedilizia dice sì alla fusione Imu-Tasi, unifichiamo pure le due imposte, ma che sia ridotta finalmente la pressione fiscale sulla casa degli Italiani.

Dati Confedilizia

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