Compravendite immobiliari: il trend nel primo trimestre 2014

Compravendite immobiliari
Compravendite immobiliari

Una maggiore stabilità nel primo trimestre 2014 rispetto al trimestre precedente nel settore della compravendita immobiliare.

È quanto risulta da un sondaggio congiunturale condotto da Banca d’Italia, Tecnoborsa e Agenzia delle Entrate in particolare sull’attività di compravendita, quella di locazione e i relativi prezzi per il trimestre gennaio/marzo 2014 e in prospettiva.

Ancora importante la forbice tra i prezzi di domanda e quelli di offerta. In calo anche gli incarichi a vendere per le Agenzie: mancano le proposte d’acquisto. Il motivo? In pratica due i motivi: da un lato i venditori giudicano l’offerta troppo bassa, dall’altro i potenziali acquirenti ritengono i prezzi troppo elevati.

Il calo degli incarichi a vendere va riportato, peraltro, alla difficoltà di accedere al mutuo. Per cui si allungano i tempi per le compravendite immobiliari perché è cresciuto ancora il tempo medio che intercorre tra l’affidamento del mandato e la vendita: da 8,8 a 9,3 mesi, e non è poco.

Comunque, lascia ben sperare il fatto che le attese degli agenti immobiliari sul trend a breve termine del proprio mercato di riferimento siano migliorate rispetto al sondaggio precedente sulle compravendite immobiliari .

Va migliorando, inoltre, la tendenza dei prezzi, anche se ancora orientata al ribasso. Tradotta in numeri, la quota di operatori che ne prevede una diminuzione delle compravendite immobiliari nel trimestre in corso è scesa al 52,7% dal 64,6% della precedente analisi ed è cresciuta dal da 34,6%) al 46,3%, la quota di coloro che ne prevedono una stabilità

Per quanto riguarda il mercato delle locazioni è prevista una stabilità dei canoni in corso: tradotta in numeri la previsione di stabilità è salita al 67,6% dal 59,2% di gennaio 2014, ma le previsioni di una diminuzione sono calate al 30,6% dal 39,7%.

Migliorate le attese sugli andamenti delle compravendite immobiliari a breve termine nel mercato nazionale; il saldo negativo fra attese di miglioramento e peggioramento si è portato a -18,8 da -36,5 in gennaio.

In sintesi, c’è ottimismo all’orizzonte di medio termine (due anni): il saldo positivo fra aspettative di miglioramento e peggioramento è aumentato per il terzo trimestre consecutivo, risalendo sui livelli di inizio 2011 a 22,6 punti percentuali.

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